Il veleno che salvò le madri: l’ipoclorito di sodio

L’ipoclorito di sodio è un composto del cloro dotato di una forte azione ossidante e antimicrobica. All’inizio dell’Ottocento, il farmacista francese Antoine Germain Labarraque sviluppò soluzioni di ipoclorito per limitare la putrefazione e i cattivi odori nelle fabbriche che lavoravano intestini animali. Corde musicali, fili chirurgici in catgut e membrane impiegate nella lavorazione delle foglie d’oro erano il prodotto finale degli intestini animali.

Nel 1847 Ignaz Semmelweis introdusse il lavaggio delle mani con cloruro di calce nella clinica ostetrica di Vienna. La mortalità per febbre puerperale diminuì drasticamente. L’ipoclorito di sodio era efficace perché le sue reazioni chimiche danneggiavano batteri e altri microrganismi. La stessa aggressività che può irritare i tessuti rese quindi queste soluzioni importanti nella storia dell’antisepsi, molto prima della piena affermazione della teoria microbica delle malattie messa a punto da Pasteur.

Immagini tratte dalla nostra pagina Instagram: @enjoythescience.eu.  🙂 Buona lettura!

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