Il cianuro è una sostanza tossica che impedisce alle cellule di utilizzare correttamente l’ossigeno. Agisce soprattutto bloccando la citocromo c ossidasi, il complesso IV della catena respiratoria mitocondriale. L’ossigeno continua quindi a circolare nel sangue e a raggiungere i tessuti, ma la respirazione cellulare viene interrotta.
L’avvelenamento da cianuro provoca un rapido crollo della produzione di ATP, la principale fonte di energia cellulare. Cervello e cuore sono particolarmente vulnerabili perché richiedono molta energia. Il sangue venoso può apparire insolitamente rosso proprio perché conserva una quantità elevata di ossigeno non utilizzato. L’idrossocobalamina è uno degli antidoti impiegati: lega il cianuro formando un composto meno tossico, eliminabile attraverso le urine.
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