Blu di Prussia: da pigmento ad antidoto

Il blu di Prussia è un pigmento sintetico scoperto accidentalmente a Berlino intorno al 1706. Il suo reticolo cristallino contiene gruppi cianuro, ma questi sono saldamente legati agli ioni di ferro e non si comportano come il cianuro libero. La struttura chimica determina quindi proprietà e tossicità della sostanza.

Il blu di Prussia insolubile è utilizzato anche come antidoto nelle contaminazioni interne da cesio radioattivo e tallio. Rimane quasi interamente nell’intestino, dove lega questi elementi, ne riduce il riassorbimento e ne favorisce l’eliminazione attraverso le feci. Nel 2003 la FDA ha approvato il farmaco Radiogardase per questo impiego. Questo pigmento sintetici ci mostra perché, in chimica e farmacologia, non basta conoscere i singoli componenti: contano anche struttura, solubilità e disponibilità biologica.

Immagini tratte dalla nostra pagina Instagram: @enjoythescience.eu.  🙂 Buona lettura!

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