La cremazione era una pratica funeraria altamente diffusa nell’Antica Roma e oggi rappresenta una fonte importante di studio per la bioarcheologia. Una ricerca pubblicata nel 2026 su PLOS ONE ha analizzato 26 cremazioni provenienti dalla necropoli di La Cona, a Teramo, datate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. I resti ossei recuperati pesavano in media circa 305 grammi, molto meno rispetto ai circa 1600 grammi attesi per un adulto.
La cremazione avveniva a temperature comprese tra 600 e 900 °C. Dopo il rogo, le ossa venivano selezionate attraverso l’ossilegium, privilegiando cranio e ossa lunghe. Nonostante il calore distrugga gran parte della componente organica, la microstruttura ossea può conservarsi e permettere ancora analisi osteologiche e biologiche.
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