Nel Medioevo il rospo è figura del male: la pelle viscida, la voce rauca, il veleno. Testi biblici e iconografia lo rendono impuro e peccaminoso. La fiaba della principessa ne rovescia invece il simbolo: ciò che ripugna può anche trasformare. Oggi la chimica ne conferma l’ambivalenza: nella secrezione cutanea di alcuni rospi sono presenti bufadienolidi, molecole con effetto cardiotonico e, in vitro, capaci di indurre apoptosi in cellule tumorali. Il veleno diventa oggetto di studio; la paura, conoscenza.
Immagini tratte dai nostri post Instagram su: @enjoythescience.eu. Se vi viene voglia di curiosare, la lente in alto a destra è lì apposta 🔍 🙂 Buona lettura!










