La Stanza (d’ambra) Svanita

La Stanza d’Ambra è stata definita “l’ottava meraviglia del mondo”. Realizzata nel 1701 a Berlino per volontà di Federico I di Prussia, fu progettata dall’architetto Andreas Schlüter e realizzata dagli artigiani Gottfried Wolfram, Ernst Schacht e Gottfried Turau. Non si trattava solo di un’opera d’arte, ma di un capolavoro tecnico: circa 68,5 metri quadrati di pannelli ricoperti di ambra baltica, una resina fossile di circa 40 milioni di anni, capace di rifrangere la luce creando un effetto ottico unico.

Il dono politico e scientifico

Nel 1716, Federico Guglielmo I donò la sala d’ambra allo zar Pietro il Grande come simbolo di alleanza. I pannelli giunsero a San Pietroburgo nel 1717 imballati in 8 casse e furono installati solo tra il 1743 e il 1745 nel Palazzo d’Inverno sotto la direzione di A. Martelli. Successivamente, la zarina Elisabetta ne ordinò il trasferimento al Catherine Palace di Tsarskoe Selo nel 1755. Qui, l’architetto Francesco Bartolomeo Rastrelli ampliò l’opera per adattarla a una sala più grande, utilizzando 18 pilastri a specchio e decorazioni aggiuntive.

L’arte della conservazione

Con il tempo, l’ambra subì deterioramenti dovuti a luce e umidità. Nel 1913, la bottega Moritz Stumpf & Sohn di Danzica ricevette l’incarico di restaurarne gli elementi mobili . Ma lo scoppio della Prima guerra mondiale impedì il completamento dei lavori.

La scomparsa durante la guerra

Nel 1941, durante l’invasione tedesca, la sala fu smontata in appena 36 ore e imballata in 27 casse. Trasportata a Königsberg (oggi Kaliningrad), venne esposta nel castello sotto la custodia dello storico dell’arte Alfred Rohde. Nell’agosto 1944, i bombardamenti della RAF danneggiarono gravemente il castello, e tra il 9 e l’11 aprile 1945, durante l’assedio sovietico, l’edificio bruciò. Secondo molti rapporti la Stanza d’Ambra andò distrutta allora, ma nessun frammento è stato mai ritrovato.

Ipotesi e indagini scientifiche

Le teorie sulla sua fine sono numerose. Alcuni sostengono che sia nascosta in bunker come quello di Mamerki, nella fortezza di Boyen o nei sotterranei di Kaliningrad. Altri ipotizzano che sia andata affondata nel Mar Baltico con il transatlantico Wilhelm Gustloff (30 gennaio 1945) o con la nave SS Karlsruhe (12 aprile 1945, affondata a circa 80 metri di profondità). Altri ancora indicano le gallerie dei Góry Sowie, il castello di Książ o il lago Resko Pomorskie come luoghi dove potrebbe essere nascosta.

Negli ultimi decenni la ricerca si è avvalsa di strumenti moderni: georadar, esplorazioni con robot subacquei e indagini archeologiche ad alta tecnologia. Tuttavia, nonostante 80 anni di ricerche, la sorte della Stanza d’Ambra rimane è ancora oscura e essa rimane uno dei più affascinanti enigmi della storia dell’arte e della scienza dei materiali.

La rinascita di un capolavoro

Tra il 1979 e il 2003, la Tsarskoye Selo Amber Workshop, guidata da A.A. Zhuravlev e successivamente da B. Igdalov, ha ricostruito la sala. Sono state necessarie 6 tonnellate di ambra baltica, lavorata con tecniche tradizionali e pigmenti sperimentali sviluppati dal Leningrad Institute of Technology. Oggi, visitando il Catherine Palace, possiamo ammirare una copia filologicamente accurata, memoria tangibile di un capolavoro che continua ad alimentare mito e scienza.

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