Il cemento romano era in grado di autoripararsi. A Pompei, sotto circa 6 metri di cenere, un cantiere fermo nel 79 d.C. ha mostrato una miscela a base di calce viva e pozzolana preparata “a caldo”.
I frammenti di calce reagiscono con l’acqua che entra nelle crepe, sigillandole. Non è magia, ma chimica dei materiali. Una tecnologia pensata per durare secoli.
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